Le
montagne si dovrebbero scalare con il minor sforzo possibile e senza fretta.
La velocità dovrebbe essere determinata dallo stato d’animo dello
scalatore. Se sei inquieto, accelera. Se rimani senza fiato, rallenta. Le montagne
si scalano in un equilibrio che oscilla tra inquietudine e sfinimento. Poi,
quando smetti di pensare alla meta, ogni passo non è soltanto un mezzo,
ma un evento fine a sé stesso. Questa foglia ha l’orlo
frastagliato. Questa roccia è più instabile. Da qui la neve è meno visibile, benché più vicina. Queste sono
cose che dovresti notare comunque. Vivere soltanto in funzione di una meta futura
è sciocco. E’ sui fianchi delle montagne,e non sulla cima, che
si sviluppa la vita. Ma evidentemente senza la cima non si possono avere i fianchi.
E’ la cima che determina i fianchi. E così saliamo…
(Robert M. Pirsig)